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Dietro le quinte: conosciamo il creatore di Piero Dry Gin

Dietro ad ogni gin, dietro al prodotto, ci sono processi creativi, ci sono storie, ci sono persone. Siamo entrati in contatto con il mondo di Piero Dry Gin grazie al suo prodotto ma abbiamo scoperto un personaggio altrettanto interessante, dall'animo aperto e sincero. Inizialmente avevamo pensato di tenercelo tutto per noi, ma sembrava davvero uno spreco; lo abbiamo quindi intervistato per voi, cercando di arrivare a scoprire l'ingrediente segreto. Si sarà sbottonato a riguardo?

Gianpiero nasce negli anni '70 nella provincia bresciana - pare sia entrato nella fase in cui l'età precisa non si dice più - da una famiglia che si era trasferita dal Molise per motivi lavorativi, "nutrendo la grossa schiera di emigrati che in quel tempo si spostavano dal sud al nord". Entrambi i genitori di Gianpiero sono originari del Sud America, papà argentino e madre venezuelana. A completare il suo background c'è il suo percorso lavorativo, presente e passato.

Cos'hai fatto prima, e cosa fai durante la tua attività di produttore di Gin?

Dopo le scuole superiori, l'esperienza da manager in uno di primi fast food in provincia di Brescia, e il servizio di Militare a Udine, nel 1999 entro come addetto commerciale in un'azienda che si occupa di Ottica Industriale. 21 anni dopo sono ancora in questa realtà diventata una multinazionale, oggi mi occupo principalmente di internazionalizzazione e gestione delle filiali nel mondo (sono 13).

Il viaggio e la multiculturalità sembrano intrecciarsi fortemente con la tua vita, come si è intrecciata con il Gin invece? È stato un colpo di fulmine o un lento corteggiamento?

È sempre stato il mio distillato preferito, anche se non lo sapevo. In discoteca ordinavo per pigrizia un pessimo gin tonic, che in qualche modo però appagava le mie papille gustative più degli altri prodotti. Il vero colpo di fulmine avviene a Madrid, in una sera di maggio. Stavo passeggiando lungo la Gran Via della capitale spagnola quando fui richiamato dalle luci blu e dall'arredamento minimal di un locale. Era il 2008 ed ero lì per l'ennesimo viaggio di lavoro. Entrato nel locale mi sedetti al bancone ad ammirare il bartender che con dedizione e creatività stava preparando una bevanda dal grande impatto, per me, estetico. È lì che provai il primo Gin Tonic Premium. Quell'esperienza cambiò la mia vita: da allora ogni viaggio è sinonimo di esplorazione di nuovi gin. Acquisto nuove bottiglie e cerco nuovi bar ogni volta che parto.

Quando hai deciso di passare dall'altra parte della barricata e diventare un produttore?

Ogni volta acquistata una nuova bottiglia mi interessava sempre più capirne il contenuto, le botaniche, il mix utilizzato e il messaggio che il creatore del gin voleva trasmettere. Preparavo gin tonic per parenti e amici esaltando o contrastando le botaniche del gin aggiungendo guarnizioni nel bicchiere. Dopo la fase da "degustatore" decisi di acquistare un piccolo alambicco per provare alcuni esperimenti, usando botanici comprati in erboristeria. Non vi nascondo che i primi risultati sono stati molto discutibili, ma non ho impiegato molto ad identificare 6 botaniche nella ricetta che insieme avevano senso di esistere, che sentivo adatte a qualcosa di mio. Da quel momento non mi sono più fermato: da una piccola passione da bevitore ero arrivato a voler concretizzare il mio sogno.

Era ora di passare dal garage ad una struttura più consolidata quindi. Come ti sei interfacciato alla produzione e come sei entrato in contatto con la distilleria Enrico Toro?

La ricerca della distilleria è stata piuttosto ardua. Ho iniziato visitando quelle più famose nelle zone limitrofe, ma chiedevano tutte quantitativi importanti che al momento non potevo rispettare. Agli inizi del 2019 per alcune coincidenze mi trovavo a Pescara ed è li che incontrai per la prima volta la TORO Distillerie, azienda famigliare di due secoli, inventori del celebre amaro "Centerbe". Abbiamo trovato immediatamente la giusta chimica, sia con il proprietario, a cui piacque il mio progetto, sia con il mastro distillatore Enzo. Alcuni mesi dopo la mia ricetta si è trasformata in 22 bottiglie di Piero Dry Gin. Per il mio gin scelsi una loro vecchia bottiglia con in rilievo il toro, per onorare la nostra collaborazione che è stata fondamentale.

Molise, Brescia, Argentina, Venezuela, Madrid, Pescara.. Abbiamo capito che a Gianpiero piace continuare a stare in movimento, non smettere di esplorare. Vale anche per il Gianpiero bevitore? Cosa ti piace bere?

Sembra un po' scontato, forse lo è, ma il drink che preferisco è il gin tonic. Da buon viaggiatore mi piace berlo con tutti i gin del mondo e non ho una particolare predilezione: vario molto da secchi ad aromatici, da italiani a stranieri. È fondamentale però capire il messaggio che il produttore vuole trasmettere con il suo prodotto. L'artigianato è questo, è comunicare. A casa ho una collezione di almeno 200 bottiglie ed ogni giorno mi faccio un gin tonic "diverso". Ultimamente mi sto appassionando ai Navy Streght, gin ad alta gradazione (superiore ai 50 gradi). Quando voglio cambiare, vado sul Negroni, o sul Dry Martini, ma non riesco a staccarmi dal gin.

Invece il tuo Piero Dry Gin, come ti piace berlo e come lo consigli agli altri? Sempre che non ti abbia stufato.. (a proposito, ci si può stufare della propria creatura?)

Il mio gin lo apprezzo principalmente affiancato ad una tonica neutra e senza guarnizioni, questo per non nascondere i sentori che si percepiscono durante la bevuta, una sorta di viaggio sensoriale. Se si fa attenzione si possono distinguere chiaramente tutti e sei i botanici. Sto avendo dei feedback positivi anche bevuto in purezza, io lo faccio solamente per valutare i test produttivi. E no, non ci si stufa; o per lo meno, a me non è ancora successo, anzi. Ad ogni bevuta mi metto nei panni di un nuovo cliente cercando di riconoscere tutti i sentori e di capire come migliorarlo nella prossima produzione. Sicuramente sto diventando più severo e perfezionista.

L'ingrediente segreto non ce lo vuoi proprio dire?

Ogni vera ricetta ne custodisce uno…

Grazie Gianpiero, è stato davvero un piacere chiaccherare con te!

Appassionati di Gin da tutta Italia, voi l'ingrediente segreto l'avete capito?

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